Protection e Investimento: Due Pilastri del Ramo Vita
1 Aprile 2025Il ramo vita offre strumenti assicurativi fondamentali per la protezione economica, il benessere delle persone, […]
Leggi tuttoIl DPR 137 del 2012, con la sua riforma delle professioni, ha rivoluzionato l’attività professionale di ogni settore, disponendo nuovi profili di responsabilità, nuove regolamentazioni e innovazioni. Il focus della riforma è stato posto sulla tutela della clientela del professionista, e del patrimonio del professionista stesso.
Questo perchè ogni prestazione professionale è esposta al rischio di cagionare danni di ogni tipo, patrimoniali o non patrimoniali, diretti o indiretti. Dal nostro punto di vista di consulenti, infatti, concettualmente vediamo l’RC professionale come un’estensione dell’RC della famiglia. La base di partenza è sempre quella: l’articolo 2043 del Codice Civile, con il suo obbligo al legittimo riconoscimento del danno procurato. Sul singolo professionista ricade infatti la responsabilità della gestione dei suoi clienti, e in un mondo di servizi complesso e regolamentato come quello attuale, è impossibile catalogare tutte le casistiche di sinistro da responsabilità professionale in cui si può incappare.
Molto spesso si tratta di danni indiretti: ogni professionista, di ogni settore (liberale, tecnico, sanitario), deve assolvere una moltitudine di doveri normativi e può incorrere in errori o omissioni. L’esempio classico che viene in mente a chiunque stia leggendo queste righe, la nostra paura atavica: il mancato pagamento dell’F24 delegato da parte del commercialista. O ancora, se pensiamo agli avvocati, la mancata presentazione nei termini di un ricorso)
Ma non solo: con le recenti evoluzioni normative comunitarie, dal novero dei sinistri ormai classici non si può più escludere il trattamento dei dati personali (tutto generalmente ricompreso nella famigerata espressione “privacy”). Il GDPR ha posto nuovi obblighi e maggiori responsabilità in capo alle libere professioni, che adesso sono chiamate non tanto ad adattare in rincorsa le proprie attività di fronte all’ambito privacy per renderle compliant, quanto a ridisegnarle del tutto sulla base di un maggiore rispetto dei dati trattati fin dal principio di ogni processo lavorativo.
E poi colpe di dipendenti e collaboratori, perdita di documenti, fino a diffamazioni e ingiurie: tutti casi che fronteggiamo e gestiamo periodicamente.
I liberi professionisti affrontano spese medie per l’assicurazione della Responsabilità Civile professionale che pesano mediamente per l’1,5% del RAL nella fase iniziale di carriera, per poi spostarsi al di sotto dell’1% in parallelo alla crescita dell’attività professionale e del conseguente conto economico.
Considerando che per molte figure professionali non è previsto un adempimento in iscrizione a collegi e ordini, e che negli ultimi anni si sono create moltissime nuove figure professionali di difficile inquadramento, prevediamo che nel prossimo futuro ci sarà un ulteriore rafforzamento dell’offerta assicurativa anche per queste categorie di professionisti non codificate.
E nell’ottica di dimostrare una sempre maggior vicinanza al professionista, negli ultimi anni si sono susseguite ondate che hanno portato innovazione nell’offerta assicurativa dedicata a questo mondo, non ultima quella riguardante la copertura per i rischi di natura informatica collegati allo svolgimento dell’attività professionale. Ma la prossima frontiera di protezione è chiara, e – pur nell’impossibilità di fronteggiare crisi sanitarie come quella eccezionale che stiamo vivendo e che vivremo in queste settimane – ci stiamo preparando per lanciare prima di chiunque altro la soluzione: la tutela del reddito del professionista. Ed è per questo che, dopo questo inquadramento introduttivo del tema, vi salutiamo con la promessa di riaggiornarci presto su questo canale e su tanti altri.