Protection e Investimento: Due Pilastri del Ramo Vita
1 Aprile 2025Il ramo vita offre strumenti assicurativi fondamentali per la protezione economica, il benessere delle persone, […]
Leggi tuttoNel nostro precedente articolo del 19 dicembre 2024, abbiamo analizzato l’importanza della protezione assicurativa contro le calamità naturali, evidenziando come il cambiamento climatico stia aumentando la frequenza e l’intensità di questi eventi.
Oggi, con l’entrata in vigore del nuovo decreto, vogliamo integrare una visione completa della situazione per capire cosa cambia per le imprese.
A partire dal 31 marzo 2025, tutte le imprese con sede legale in Italia tenute all’iscrizione al Registro delle Imprese, nonché le imprese estere con stabile organizzazione in Italia, dovranno conformarsi all’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali.
Tale obbligo riguarda eventi come alluvione, inondazione, esondazione, terremoto e frana.
NON rientrano tra le coperture obbligatorie grandine, flash flood e maremoto.
Si tratta di una misura introdotta per garantire una maggiore resilienza economica del tessuto imprenditoriale italiano, proteggendo i beni aziendali quali:
Sia che questi siano di proprietà delle imprese, sia che vengano detenuti a diverso titolo (leasing, locazione, comodato).
Sono esentate dall’obbligo:
Sono esclusivamente quelli che derivano in modo diretto dall’evento catastrofale e che riguardano i beni coperti dalla polizza.
Restano quindi esclusi i danni indiretti, come le perdite di profitto o altre mancate utilità conseguenti alla distruzione del bene.
Negli ultimi anni, il numero e l’intensità degli eventi catastrofali sono aumentati, causando ingenti danni alle imprese e all’economia locale. Il nuovo decreto impone alle aziende di stipulare una polizza che offra una copertura adeguata, assicurando così una maggiore stabilità finanziaria.
Questa misura nasce anche per colmare il divario di protezione assicurativa che caratterizza il nostro Paese.
A essere maggiormente esposte a rischi catastrofali sono soprattutto le piccole realtà imprenditoriali, che finora hanno avuto minore accesso a strumenti di tutela economica adeguati.
L’obbligo assicurativo porta con sé tre vantaggi chiave per le imprese:
Adeguarsi all’obbligo non significa solo rispettare la normativa, ma rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la resilienza della propria attività e garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.
Discorso diverso per le polizze già in essere al momento dell’entrata in vigore dell’obbligo. L’adeguamento di queste dovrà avvenire a partire dal primo rinnovo o quietanzamento utile!
Il decreto non prevede sanzioni amministrative dirette per le imprese che non sottoscrivono la polizza obbligatoria.
Tuttavia, in caso di eventi catastrofali, le imprese non assicurate potrebbero vedere ridotti o eliminati sovvenzioni, agevolazioni o altri contributi finanziari pubblici, destinati NON soltanto al risarcimento dei danni subiti.
A pochi giorni dalla scadenza del 31 marzo, il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che introduce rinvii scaglionati a seconda delle dimensioni delle imprese:
La proroga si è resa necessaria perché tutte le categorie produttive hanno chiesto più tempo rispetto dopo l’entrata del decreto attuativo in quanto il testo non era stato diffuso prima della sua pubblicazione.
Viene inoltre previsto un periodo transitorio di 90 giorni in cui non saranno previste sanzioni.
Ricordiamo infine che si tratta di un obbligo bilaterale, ossia vige sia per le imprese che si assicurano che per le compagnie di assicurazione.
Ogni impresa ha esigenze diverse, ed è per questo che è fondamentale identificare la copertura più adeguata. Come? Affidandosi agli esperti di Sabiagroup😉.